Sono indicati sia città o comuni con un monastero colombaniano all’interno del paese con possedimenti limitrofi esterni o monasteri esterni con un territorio coltivato.

Priorato di Bardolino e Valpolicella[modifica | modifica wikitesto]

Autonomo ma dipendente dall’Abate di Bobbio vi era il vasto e ricco Priorato di Bardolino, con il territorio del lago di Garda ed il Garda orientale, con le proprietà veronesi in Verona e fra i fiumi Mincio e Adige, della zona della Valpolicella, del veronese e lungo la Via Postumia, oggi sotto tre regioni (LombardiaVeneto e Trentino).

L’elenco di vari monasteri e celle monastiche è notevole, possiamo citare fra i maggiori: BardolinoPastrengoLaziseGarda e Rocca di GardaCostermano con le priorie di MarciagaCastion e Sapora (attuale Albarè), AffiCavaion VeronesePastrengoBussolengo, Gaium di Rivoli VeroneseTorri del Benaco con la prioria di AlbisanoSan Zeno di MontagnaBrenzone sul GardaMalcesineFerrara di Monte Baldo, Ceredello e la prioria Pesina di Caprino Veronese, la prioria di Rivalta di Brentino BellunoAvioRiva del Garda, Summo Laco (o Summus Lacus), San Giorgio e ArcoBrentonicoMoriPeschiera del GardaDesenzano del GardaLonato del GardaSirmioneSalò e la prioria di Solarolo con Balbiana e Manerba del GardaToscolano MadernoValpolicella con la prioria di San Pietro in Carianopieve di San Florianopieve di San Martinoprioria di Santa Sofia, e la prioria di Priviniano (vallis provinianensis vicino al fiume Adige), FumaneMarano di ValpolicellaNegrar di ValpolicellaPescantinapieve di San Giorgio di Valpolicella di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Ossenigo di DolcèCasaleone (Casaleovani e Casale Lupani con xenodochio), Castel d’AzzanoErbezzoPovegliano Veronese e Villafranca di VeronaVeronaChiesa dei Santi Nazaro e CelsoChiesa di Santa Maria in Organo.

Per i collegamenti fra Po, Mincio e Lago di Garda: Porto Mantovano (con possedimenti terrieri e diritti sulla navigazione fluviale sul Po), Mantova, Barbasso, Barbassolo e Frassinara di Roncoferraro e Riva di Suzzara.

Da Comacchio con le saline gestite dal monastero di Bobbio ed il porto fluviale monastico, CodigoroAbbazia di Pomposa, con il trasporto di sale con chiatte verso il Po e la pianura padana e verso il Mincio ed il Garda per le peschiere.

Il Monastero di San Colombano in Bardolino gestito autonomamente dai monaci colombaniani gestisce numerosi poderi coltivati e molti vengono dati in affitto ala popolazione locale, che ogni anno il 23 novembre (ricorrenza del santo irlandese) versa all’abbazia madre un fitto.

In particolare, va segnalata la presenza di aziende e poderi monastici soprattutto nella parte meridionale del Lago di Garda, da cui l’abbazia ricava notevoli quantitativi di olio d’oliva[9][10], necessario soprattutto per l’illuminazione, e di pesce, consistente in trote e anguille[11]. Poiché i monaci dovevano disporre continuativamente di pesce date le esigenze del loro regime alimentare, dettate dalla regola monastica per la parte igienistica e salutistica, sul lago e nei dintorni di esso figura organizzata una fitta rete di peschiere, che erano delle vere e proprie piccole aziende, dotate di infrastrutture, attrezzi, vasche, che assicuravano lo smistamento della merce sui fiumi mediante imbarcazioni fluviali a chiglia piatta, come sandoni, burchi, burchielli. Scendendo lungo il Mincio, a Porto Mantovano queste imbarcazioni incrociavano i battelli pieni di sale che risalivano da Comacchio, prodotto che veniva utilizzato per la salagione del pesce[12].

Il monastero era famoso inoltre per la conciatura delle pelli, per la cui lavorazione usava lo scotano o Rhus cotinus, un arbusto che veniva raccolto e ridotto in polvere.

Un quarto del raccolto veniva inviato all’Abbazia di Bobbio, ricevendo in cambio libri e codici per la biblioteca del monastero.

La prima testimonianza documentale longobarda è un atto del re Liutprando che dona al già esistente priorato di Bardolino una corte regia di pesca al monastero di Bobbio, una seconda donazione da parte di re Rachis si ebbe con la grande pischaria di Peschiera del Garda che ne muto l’antico nome. Ancora a metà del XII secolo il documento “Breve recordationis de Terris Ecclesiae Sancti Columbani”, documenta ancora le proprietà dell’Abbazia di Bobbio. Rimarranno di proprietà del cenobio bobbiese fino al 1208, quando poi papa Innocenzo III passerà il priorato monastico di Bardolino al controllo della Diocesi di Verona. Il priorato ed il monastero di San Colombano di Bardolino vennero soppressi nel 1810 in epoca napoleonica e le proprietà terriere passarono al demanio.

Altre proprietà legata a fondazioni monastiche da parte di monaci colombaniani di Bardolino: