L’abbazia di Bobbio fu un attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione reale ed imperiale, e del Papa. Diede le basi e l’impulso per lo sviluppo dell’agricoltura in modo intensivo con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche, le canalizzazioni per scopo irriguo e di drenaggio, acquedotti e migliorie con l’introduzione di innovazioni agricole, agronomiche e le rotazioni agricole, con il recupero di campi ed orti e la diffusione di vigneti, castagneti, oliveti, noceti, piante da frutto, selvicoltura, strumenti agricoli e di aratura, mulini, fratoi, ecc. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti ed alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olioburroformaggisalumi, grazie a sale e spezie; introdussero il nuovo tipo di vinificazione per il vino e per l’aceto a fermentazione alcolica in botti di legno in uso presso i celti e galli. Inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie di comunicazione e commerciali e delle vie del sale ed il commercio lungo la pianura e verso la marittima con con scambi di merci varie come olio, sale, spezie, legname, cereali, ortaggi, formaggi, carni, pesce, vino, ecc.

I monaci colombaniani di Bobbio nel territorio di loro competenza ma anche nel resto del nord Italia e d’Europa evangelizzarono i popoli insegnando a pregare a dissodare la terra aprendo orti nelle sterpaglie, e nelle selve anche spazi terrazzati per la coltura del castagno, dell’olivo, della vite, degli alberi da frutto, del grano e degli ortaggi.

Dove un tempo vi era la selva, la roccia, lo strapiombo dei dirupi, nascono presso fiumi e fonti le tende, le case, il villaggio, il borgo. la città, la civiltà. Nascono le edicole, le cappelle, le chiese, i monasteri e le monumentali abbazie. L’abbazia ed i monasteri, per i vari feudi e proprietà terriere, effettuavano contratti agrari sia di livello (i livellari erano una via di mezzo fra feudatari-fattori non monaci, esperti, che gestivano le terre del monastero dietro pagamento di un fitto) che di enfiteusi (con pagamento di un canone annuo e dopo un certo numero di anni alla possibilità di riscatto per affrancatura diventandone proprietario).

Il monastero dilata i suoi spazi fino a diventare rifugio e asilo per i poveri, i pellegrini, ospedale per ammalati ed infermi, grazie all’uso della medicina e della farmacopea e nelle zone con sorgenti termali lo sfruttamento delle acque termali, specie le sulfuree, a scopi antisettici e curativi mediante inalazioni e bagni.

L’abbazia di Bobbio favorisce ed accoglie la cultura ed il sapere grazie al suo scriptorium, la ricchissima biblioteca e le scuole aperte a tutti, e fino alla nascita delle moderne università, essa sarà il maggior centro di sapere universitario italiano e d’Europa. I monasteri colombaniani con le loro biblioteche, saranno cenacoli di studio e di incontri culturali. Alla luce del vangelo e del camminare insieme nasce la comunità cristiana e più tardi la parrocchia.